L’Arte dei fiori

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Perché Caltagirone è Caltagirone, parafrasando il famoso ritornello.

Siamo in pieno festival di Sanremo e, come noto, è la città dei fiori. Sia sul palco dell’Ariston che per le vie della città, ci si immerge in profumi e colori unici che il mondo ci invidia.

Caltagirone non avrà di certo una grande coltivazione di piante e fiori, ma sono quegli elementi naturali che piacciono ai maestri calatini tanto da inserirli nelle loro decorazioni.

Si può dire con estrema certezza che non vi è decorazione senza la presenza di un elemento vegetale (eccezion fatta per i decori puramente geometrici).

Sul tema floreale, voglio accompagnarvi in un viaggio storico, profumato e mitologico della decorazione calatina.

Prima tappa del nostro tour è un fiore selvatico di colore blu, il Fiordaliso. Il suo habitat ideale sono i campi di grano. Quindi verrebbe facile individuarli in queste distese gialle della nostra cara e amata Sicilia. Peccato che questo fiore, per colpa dei diserbanti utilizzati nell’agricoltura, sia quasi in via d’estinzione. Però, se pensiamo al periodo storico della nascita di questo decoro che si aggira intorno al 1500, non stupisce se questo fiore blu, che brilla in mezzo ai campi di grano, abbia colto e ispirato un artigiano che passeggiava per le campagne calatine.

Facciamo un salto di un secolo. Nel 1600, che vede la nascita di una decorazione molto raffinata che soddisfa il gusto del tempo. Si tratta di un ramoscello con piccole foglie e delle Margherite spesso in monocromia blu su fondo bianco.

Adesso vorrei raccontarvi la storia mitologica della Ninfa Acanto. Essa era amata dal Dio Apollo, ma non era un amore ricambiato. Il divino Apollo decise di rapirla, ma essa, nel tentativo di sfuggirgli, lo graffiò. Apollo, furioso, la tramutò in una pianta spinosa ma “amata dal sole”.

Nacque così la Foglia di Acanto. Pianta tipica della macchia mediterranea caratterizzata da un verde molto intenso e dalle foglie molto lunghe.

Questo elemento naturale ha avuto larga diffusione nelle decorazioni ma anche nelle architetture, basti pensare ai capitelli.

Viene usato in larga parte nelle decorazioni fastose o per realizzare ornamenti per personaggi di spicco; infatti, questo decoro prende il nome di Ornato.

Ma il decoro che preferisco, sia per estetica sia per il suo significato, è il decoro Margherita.

Perché è stato scelto questo fiore? In tempi antichi gli uomini giuravano amore, protezione e fedeltà eterna porgendo un mazzolino di Margherite alla donna fortunata. La margherita da questa “tradizione” assume tali simbologie. Ma nella decorazione hanno un significato ancor più forte. I maestri ceramisti vollero inserire questo fiore all’interno del decoro Ornato in segno di perdono verso le donne dell’universo. Un modo poetico e romantico che vuol far sapere che gli uomini (oserei dire per grazia divina) non sono tutti come il divino Apollo che al rifiuto punisce la donna. Anzi, proprio perché l’amore è vero e autentico la si vuole proteggere da tutto e tutti come un delicato fiore.

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