Albarello

L’albarello si presenta come un vasetto cilindrico di varie misure, molto spesso strozzato nella parte centrale, di bocca ampia e con una rientranza sotto l’orlo, e si caratterizza per essere realizzato in maiolica, non raramente decorata con ricche miniature, perché questo materiale consentiva di conservare anche prodotti liquidi o viscosi.
In Italia assunse una certa importanza l’ornamento pittorico, realizzato con tecniche e motivi diversi: dal “bianco latte” alla “foglia gotica”, dalle tinte marmorizzate rassomiglianti l’onice all’arabesco.Originariamente era senza coperchio e veniva chiuso con carta pergamena fermata intorno al bordo con lo spago per evitare la contaminazione del contenuto o la sua dispersione per sublimazione o evaporazione.
In seguito vennero realizzati albarelli con coperchio in ceramica, a volte muniti di manici. Alcuni studiosi tendono a rivedere nella forma dell’albarello l’imitazione dell’imballaggio in canna di bambù con il quale venivano trasportate le droghe dall’Oriente.

L’utilizzazione e la diffusione dell’albarello iniziò, in un primo tempo, in Persia e in seguito, tramite le versioni arabo-sicule e ispanico-arabe si estese in Italia e poi anche nel resto dell’Europa. Le scuole più importanti a livello europeo, furono quella italiana, spagnola e francese.

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